Lamette per Carlo Cannella

Lamette, il “portale/webzine più rozzo d’Italia sulla musica & sulla cultura autodistruttiva degli sporchi giovani” (parole loro) segnala Tutto deve crollare di Carlo Cannella, edito da vibrisselibri.

[articolo inserito il 9.5.08]

Trailers Film Fest!

1

Dal 30 aprile 2008 il Trailers Film Fest apre la sua sezione speciale Book Trailers. Questo prestigioso festival dei trailer cinematografici, che si svolgerà quest’anno a Catania dal 25 al 27 settembre, ha creato una passerella speciale per la nuova forma di comunicazione, il ponte tra immagine e parola scritta, i… Trascinatori di Libri.2

E Vibrisselibri c’è.

Due dei 15 book trailer presentati sono tratti da due nostri libri:

Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana“, di Demetrio Paolin; il book trailer è del Vibrisselibraio e filmmaker Grenar.

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone“, di Monica Viola; il book trailer è della Molly Bloom Productions.
(Qui, il nostro catalogo, con i link ai libri scaricabili copyleft in formato pdf.)

Tutto deve crollare, a Padova

La strana storia di un romanzo molto bello

L'organigramma, romanzo di Andrea Comotti: il booktrailer di Grenar

[clicca sull’immagine qui sopra per vedere il booktrailer de L’organigramma realizzato da Grenar. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere intera la copertina dell’edizione GoodMood de L’organigramma]

Clicca qui per vedere tutt'intera la copertina de L'organigramma di Andrea Comotti nell'edizione sonora di Good MoodNon s’era mai visto un libro che vive solo in rete e in audio. Succede adesso a L’organigramma, romanzo di Andrea Comotti, primo nato in casa vibrisselibri nell’ormai lontano novembre 2006 (in realtà vibrisselibri ha finora pubblicato El largo adiós, che del romanzo costituisce la prima di tre parti). Oggi L’organigramma, grazie all’adattamento dal testo integrale curato da Lucio Angelini, è uno dei primi nove Libri in Auto, ovvero audiolibri “drammatizzati” e distribuiti puntando particolarmente al pubblico degli automobilisti, realizzati da GoodMood Edizioni Sonore.
Il progetto Libri in Auto sarà presentato l’8 maggio, alle ore 12.00, presso il “Caffè Pedrocchi” (padiglione 2) della Fiera del Libro di Torino.

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Duro come la pietra

[Questo articolo è apparso sabato 12 aprile in La poesia e lo spirito]

Marino Magliani: Ho chiesto a Carlo Cannella autore per vibrisselibri di raccontarci la sua esperienza umana e letteraria, le sue letture, e di parlarci di questo suo noir duro come la pietra.

Carlo Cannella: Alle mie prime letture è legata la percezione del conflitto di classe. Avevo 9 anni. Succedeva ogni qual volta il maestro distribuiva fra gli alunni i libri della biblioteca. Funzionava così: lui ci mostrava la copertina di un libro, che so, “L’ultimo dei Mohicani” o “Il libro della giungla” o “Le avventure di Robin Hood”.

Chi era interessato a leggerlo alzava la mano. Se c’erano più bambini che volevano leggerlo allora il maestro decideva a chi assegnarlo in base a quelle che definiva “valutazioni di ordine didattico”. Questo attento e coscienzioso esame da parte sua si acciambellava come un serpente intorno a una serie di considerazioni di varia natura: una prettamente economica, un’altra più vicina a ciò che si potrebbe definire “soggezione psicologica” e una terza costituita da puro e semplice sadismo, insomma un tipo di roba che non stava mai dalla mia parte. Fu così che non riuscii mai a leggere quei libri. A me toccarono sempre quelli rifiutati dai figli degli avvocati, dei medici o dei professionisti. Poiché mio padre tirava avanti con la terza elementare e il mestiere di cavatore, pressoché tutti i miei compagni avevano precedenza di scelta su di me. Un giorno mi toccò un libraccio con gli angoli arricciati e le pagine stampate a caratteri minuscoli. Mi veniva da piangere solo a gettarci gli occhi sopra. Era “Il processo” di Kafka. Non so a chi fosse venuto in mente d’inserire quel romanzo fra i libri per bambini, probabilmente a un bibliotecario distratto. Beh, non finirò mai di ringraziarlo. Più volte mi sono chiesto quante pagine sia riuscito a leggerne. Non ho un ricordo preciso al riguardo. Probabilmente lo abbandonai presto, anche se in certi momenti mi torna chiaro in mente il momento dell’esecuzione, quel “Come un cane” pronunciato dal signor K. prima di morire. L’impressione di aver letto “Il processo” a 9 anni non mi abbandonerà mai, comunque sia andata è stato un libro importante per me.

Continua a leggere in La poesia e lo spirito.

Tutto deve crollare segnalato da Adnkronos

adnkronos_cannella.jpg

L’agenzia di stampa Adnkronos ha diramato una segnalazione del romanzo di Carlo Cannella. Cliccare sull’immagine per leggerla.

Carlo Cannella, Tutto deve crollare

TUTTO DEVE CROLLARE
romanzo di Carlo Cannella

tdc1.jpgScarica gratuitamente il libro (pdf da 821 kb)

Scarica gratuitamente la copertina (pdf da 1,59 Mb)

Fin dalle prime righe Tutto deve crollare trascina il lettore in una storia dalle tinte profodamente cupe, in un’atmosfera noir spietata che non può lasciare indifferenti.
Vi si narra la vicenda di un anarchico fuggito in Brasile negli anni Cinquanta e divenuto un personaggio cinico, violento, senza scrupoli. All’inizio del romanzo, negli anni Settanta, costui si trova ancora in Amazzonia, dove fa rapire dal suo fido braccio destro Fernando una ragazzina india, Isabel, che sposa e porta in Italia. Qui le fa mettere al mondo una bimba, Marta. La vita di Marta è travagliata fin dai primi anni: il padre, geloso dell’esclusività del rapporto esistente tra la moglie e la figlia, dopo un breve periodo le separa per sempre facendo riportare Isabel in Sudamerica, mentre successivamente lei, all’età di dieci anni, viene stuprata da Fernando, col quale intesse una morbosissima relazione. Alla morte di lui Marta si trasferisce a Padova, dove si iscrive all’università e incontra Gianmario, un ex militante di Lotta Continua, di cui s’innamora e con cui vive una lunga storia idilliaca… Per lo meno fino a quando lui non inizia a indagare su un traffico di organi, fatto che condurrà, in un climax ascendente di tensione e drammaticità, ai sorprendenti eventi del finale.
Con uno stile piano e curato, la cui pacatezza è in forte contrasto con la violenza del racconto, la narrazione si sviluppa a due voci, quella del protagonista principale e quella di Marta, ognuna delle quali propone al lettore la propria visione del mondo, la propria verità, di cui sembra quasi cercare di convincerlo. E infatti, come afferma l’autore del libro, «Tutto deve crollare è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L’ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell’esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l’ombra di un incolmabile e decisivo difetto d’essere». Una tremenda metafora, dunque, per parlare dell’aberrazione della società dei consumi e delle logiche del potere. [Giulia Tancredi]

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Della colpa e del perdono

Sempre a proposito di Una tragedia negata, da segnalare due articoli apparsi in Scompartimento per lettori taciturni: Della colpa e del perdono 1, Della colpa e del perdono 2.

Un libro (che non mi è piaciuto)

di musicamauro

[a proposito di Una tragedia negata]

[…] Ma procedendo nella lettura non devono trascorrere molte pagine perchè emerga il vero punto di vista dell’autore. Altro che “il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana”! L’A. ha come punto di riferimento la recentissima moda della rivalutazione del punto di vista delle vittime. Perchè indagare sugli anni di piombo? Facciamo parlare le vittime (incolpevoli, certo) ora che gli ex sono perfino arrivati in Parlamento. Ma cosa ci può dire una sorella di un poliziotto, di storicamente e narrativamente significativo, che vada oltre al lutto e al dolore? Il libro di Calabresi (scritto bene) non aggiunge una virgola a quel che sappiamo e non sappiamo sull’omicidio del padre.
Ma questa è una moda recente, ho scritto. Sbagliando, perchè invece è mossa dallo stesso istinto vendicativo, non recente, che muove l’ing. Sajevo (Moretti) ne La seconda volta di Calopresti. Che per buona parte del film si trasforma nel persecutore dell’ex terrorista.
Chiudo. L’A. assomiglia un po’ (un po’ troppo, direi) alla figura del figlio nel film Colpire al cuore di Gianni Amelio. E questo non mi piace.
Ad uno studioso di Manzoni non dobbiamo chiedere la sua opinione sulla guerra per la successione di Mantova e del Monferrato; non ci importa nulla di quel che lo studioso pensa sull’efficacia e sulla reiterazione delle “grida”. Deve raccontarci come Manzoni raccontò quei fatti, stop. Possibilmente documentandosi a fondo.

Leggi tutto l’articolo (queste righe citate ne sono la conclusione) in Scuola Serale Torino. Leggi, nello stesso blog e dello stesso autore, un articolo precedente sullo stesso argomento.

Una tragedia negata: video intervista su La Compagnia del libro

[…] Demetrio è andato a caccia del senso (o del non senso) di queste operazioni narrative cercando e trovando invarianti riuscite o mancate. La sua intervista che qui potete vedere on line sarà parte di uno speciale della Compagnia del Libro, in onda mercoledì sera alle ore 23.25 […]

(tratto da La compagnia del libro)

Una tragtedia negata a Fahrenheit

Oggi pomeriggio (alle 15.30) Fahrenheit, la trasmissione culturale di approfondimento di Radio 3, a pochi giorni dall’anniversario del rapimento Moro e della strage della sua scorta, parlerà del libro di Demetrio Paolin Una tragedia Negata (Il Maestrale).

[Leggi tutti i materiali aggiuntivi a Una tragedia negata]
[Giorgio Boatti parla di Una tragedia negata su Tutto Libri]

Lo sguardo di Moro più forte delle BR

utn_cop_maestrale2.jpgdi Giorgio Boatti

[…] Tra questi due orizzonti, decisamente confliggenti, si pone, stimolante e utile, la ricognizione con cui Demetrio Paolin in Una tragedia negata percorre gli anni di piombo dall’angolazione della narrativa italiana. La sua è una mappatura tanto più preziosa quanto più censisce testi rivelatori ma marginalizzati, forse perché pubblicati da editori minori: è il caso ad esempio di Terroristi brava gente di Sergio Lambiase uscito dalla Marlin di Cava dei Tirreni, o, presso Il Maestrale di Nuoro, di La quattordicesima commensale di Gianni Marilotti. Quello che emerge è spesso lo sguardo sghembo della fiction italiana sul mondo del terrorismo, popolato da molti protagonisti che sparano e da troppi silenzi sulle vittime. Quelle vittime di cui parla, in un messaggio ai brigatisti carcerati che gli chiedonomaggior volume di fuoco, anche un Moretti tagliente, esaperato, perché consapevole del vicolo cieco intrapreso: «Diteci voi quanto morti dobbiamo fare ogni mattina,prima che vi prendiate il caffè, per sapervi contenti: dieci, venti, cento?».

Leggi tutto l’articolo su Tuttolibri.

Tutti i materiali aggiuntivi di Una tragedia negata.

Il booktrailer di Una tragedia negata.

Rettifica

rettifica.jpgCosì comincia, come leggete in questo ritaglio, un articolo apparso oggi 6 marzo 2008 nel quotidiano La Repubblica. Lo sanno tutti, ma ci tengo a dirlo, che non solo vibrisselibri non ha “dato vita alla prima esperienza dei Wu Ming”, ma addirittura se non ci fossero state - tra le altre - le esperienze dei Wu Ming, probabilmente non sarebbe mai nata vibrisselibri. D’altra parte vibrisselibri è nata quando il gruppo Wu Ming era ormai attivo da anni.
Si tratta quindi di un errore dell’autrice dell’articolo.

La frase d’attacco, “Il popolo della rete lo ha approvato”, mi sembra inoltre bizzarra e fuorviante. Non mi risulta che il romanzo di Monica Viola sia stato “approvato dal popolo della rete” (”popolo” che stento, peraltro, a identificare). Il romanzo di Monica Viola è stato pubblicato in rete da vibrisselibri, prelevato da almeno un paio di migliaia di persone (e “prelevato” non significa “letto”), apprezzato pubblicamente da un po’ di persone dotate di un proprio sito e da un po’ di persone che scrivono nei giornali.
Detto questo, sono assai lieto che Tana per la bambina con i capelli a ombrellone sia stato positivamente recensito da La Repubblica. [gm]

[articolo inserito il 6 marzo 2008]

Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti - invito alla lettura

caliceti_cover.jpgdi Antonella Pizzo

Il titolo è una esplicita citazione ed è dato dall’elaborazione e dall’intarsio dei titoli dei Canti pisani di Ezra Pound e del Libro tibetano dei morti. Poema della vita e della morte, dell’infanzia, della crescita, dell’assenza e dell’elaborazione del lutto. Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti racconta in versi la storia della sua vita, che va dalla sua nascita avvenuta nel 1964 fino al 2000, anno della morte del padre, Gisberto, un uomo generoso e leale, maestro elementare in un orfanotrofio. L’orribile morte del padre, schiacciato da un trattore, è raccontata con versi crudi, descrittivi, cronachistici ma non per questo non commoventi.

Leggi tutta la recensione in Via delle belle donne.

Scarica gratuitamente il libro.

“L’organigramma” di Andrea Comotti diventa un romanzo da ascoltare

Andrea Comotti, L'organigrammaIl 16 novembre del 2006 vibrisselibri iniziava la sua vita pubblica dando alla luce due libri: il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata e la prima parte del romanzo di Andrea Comotti L’organigramma, intitolata El largo adiós. Seguiranno, appena le nostre forze ce lo permetteranno, la seconda e la terza parte. Ma se avete fretta, tra poco potrete approfittare di un’occasione senza pari. L’organigramma, infatti, sta per diventare un libro da ascoltare: con parole, musica, suoni e tutto il resto. Se ne volete ascoltare un assaggio in Mp3, vi basta cliccare qui.

Tra l’altro, il numero uscito proprio in questi giorni della rivista Nuovi argomenti ospita un estratto dalla prima parte de L’organigramma. Il che non può che farci piacere.

Se vi siete incuriositi: con un semplice clic potete scaricare gratuitamente L’organigramma. (Ah: anche la copertina).

Faq. Ma che storia racconta, L’organigramma? Eh, una bella storia. Nicotrain è uno scrittore di gialli milanese. Nei suoi romanzi inventa soluzioni reali a casi polizieschi e giudiziari non ancora risolti. Ha successo, guadagna un bel po’ di soldi, e realizza il suo sogno: si compra una casa sul lago. Durante i lavori di ristrutturazione si accorge che dietro una falsa parete c’è uno scatolone di fotografie. Guarda. Riconosce. Il luogo, l’occasione, persino alcune facce: Piazza Fontana. Quel 12 dicembre. Nicotrain ricorda: c’era anche lui, quel giorno, arrivato sul posto subito dopo l’esplosione, richiamato dalle voci che già correvano. Di bocca in bocca. Di sirena in sirena, per le vie di Milano… E chi è l’autore? Andrea Comotti è nato nel 1947. Ha lavorato nell’editoria. Nel decennale della morte di C. E. Gadda ha curato una mostra biobibliografica a lui dedicata e un’antologia, La Milano dispersa di C. E. Gadda di brani gaddiani sposati a immagini coeve della città di Milano. E chi è l’editore? E’ GoodMood. E che differenza c’è tra il libro scritto e quello da ascoltare? Il libro da ascoltare è un adattamento, realizzato da Lucio Angelini. Tanto per dare un’idea: se il libro scritto consiste di circa 800 cartelle, il testo dell’adattamento è di circa 150 cartelle.

[articolo inserito il 29 febbraio 2008]

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