Demetrio Paolin, Una tragedia negata
Una tragedia negata
Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana
di Demetrio Paolin
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Dal web alla carta. Una tragedia negata è ora disponibile anche su carta, nell’edizione (ampiamente riveduta e aumentata dall’autore) pubblicata nel gennaio 2008 da Il Maestrale.
La quarta di copertina. In Una tragedia negata Demetrio Paolin compie un’approfondita analisi sulla narrativa ispirata agli anni di piombo. Sono due, in particolare, i fili conduttori che legano i testi presi in esame in questo saggio. Due aspetti nodali che l’autore ha individuato, portato alla luce e sui quali ci invita a riflettere: l’assenza della figura del nemico e la conseguente negazione della cifra tragica nei sanguinosi eventi che caratterizzarono il periodo in questione. In tutti i libri che Paolin analizza la scelta della lotta armata viene declinata all’interno di un ambito familiare, quasi a voler annullare o «disinnescare» la violenza contenuta in quei fatti di sangue. Il suo saggio, infatti, prende le mosse da un’analisi approfondita del rapporto tra “padri” e “figli”. Padri, che in alcuni casi si rivelano ex partigiani, e figli che hanno optato per la vita clandestina dei brigatisti.
Lo sguardo gettato sull’esperienza terrorista da questi romanzi, sostiene Paolin, è sempre sghembo, indiretto «quasi che con una visione frontale ci si possa ferire», e le azioni criminose sono giustificabili dalle circostanze. La violenza vera non è mai quella «agìta ma quella subìta». E le quattro mura familiari, la dimensione privata entro cui gli scrittori ritraggono i protagonisti dei loro romanzi rendono, come osserva l’autore di Una tragedia negata, più “accettabile” e meno “minacciosa” la realtà di sangue in cui i terroristi sono immersi, cancellandone però ogni valenza tragica.
Nel suo saggio, Demetrio Paolin ripercorre gli eventi più cruenti ed efferati degli anni di piombo, a partire dalla strage di piazza Fontana passando per quella alla stazione ferroviaria di Bologna e concentrandosi sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.
L’autore non trascura di prendere in considerazione la funzione mimetica di alcuni tra i film più significativi sul tema del terrorismo – Buongiorno notte e La meglio gioventù, ad esempio - e la deflagrante potenza espressiva di Sciascia e di Pasolini che, proprio perché non nega la “tragedia”, fa da contraltare all’ “autocensura” presente nei romanzi da lui studiati.
Paolin osserva che «la letteratura italiana non ama la tragedia, non è nelle sue corde […]. I testi che abbiamo preso in esame condividono questa caratteristica: ti portano al limite del tragico e poi si arrestano, spaventati di andare contro la propria stessa identità».
Ed è, dunque, precisamente questo che fa Una tragedia negata: restituisce ai fatti di sangue di cui si è macchiato il terrorismo la dignità di tragedia, chiama le cose con il loro nome, colma un “lapsus” calami. E si pone, di conseguenza, come lettura indispensabile per chiunque abbia intenzione di affrontare un’analisi completa del terrorismo rosso e nero così come viene raccontato nella maggior parte dei romanzi italiani.
Altre informazioni su questo libro:
Storia di una copertina (di Demetrio Paolin)
Il work in progress di Una tragedia negata (di Demetrio Paolin).
Nota biobibliografica dell’autore. Demetrio Paolin, classe 1974, vive a Torino dove svolge l’attività di ufficio stampa. Ha pubblicato Il pasto grigio per i tipi della Untitled Editori, alcuni suoi racconti sono apparsi in riviste (Nuova Prosa, Greco&Greco) e in antologie (Vite rovinate dal pallone, Giulio Perrone Editore). Ha curato, per le edizioni Dell’Orso, le memorie di Giuseppe Calore raccolte ne Il partigiano disarmato. Il suo saggio “La memoria e l’oltraggio. Primo Levi interprete di Dante”, è stato pubblicato dalla rivista universitaria Levia Gravia (Ed. Dell’Orso).
Rassegna stampa su questo libro:
31.07.07, recensione in La poesia e lo spirito. Leggi.
26.07.07, articolo nel quotidiano Corriere della sera. Leggi.
28.11.06, recensione nel quotidiano Corriere della sera. Leggi.
15.11.06, articolo nel quotidiano Il Riformista. Leggi.
05.01.07, recensione nel quotidiano Il Giornale. Leggi.
