Monica Viola, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone
“La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’ apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore , anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen.” [Lidia Ravera]
Tana per la bambina con i capelli a ombrellone
romanzo di Monica Viola
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Il sito personale di Monica Viola.
Il booktrailer (regia di Monica Viola).
Una videorecensione (prodotta da Grenar).
Dal web alla carta. Il romanzo di Monica Viola è ora pubblicato anche in carta, presso la casa editrice Rizzoli. L’edizione Rizzoli (gennaio 2008) è stata riveduta dall’autrice e contiene un capitolo in più.
Roma, anni Settanta. Epoca di passioni politiche che infiammano, di attentati ed esecuzioni a insanguinare le strade, di giorni intrisi di una tremenda, capillare angoscia collettiva. Fino al sopraggiungere degli anni Ottanta, futili e liberatori, carichi di voglia di leggerezza e di evasione, di musiche di tendenza, di mode irrinunciabili.
A cavallo dei due decenni, la storia interiore di un’infanzia e adolescenza, il racconto di una bambina che, passando attraverso esperienze dolorose e destabilizzanti - ma senza mai rinunciare a rincorrere la felicità -, infine diventa donna.
Cresciuta in una famiglia numerosa, caotica e vecchia maniera, con un padre autoritario, una madre dolcissima, sorelle, fratelli e una nonna rinchiusa nel suo passato di sogno, la Bambina con i Capelli a Ombrellone inciampa nella vita e nelle sue spine più aguzze, subisce lacerazioni traumatiche (le molestie sessuali di due dei fratelli più grandi, la grave malattia della madre), sbanda - ma si reinventa con nuova, sorprendente, trascinante vitalità. Affronta la scuola con i suoi piccoli grandi insuccessi, le difficoltà degli amori e l’ambiguità del sesso, sa riconoscere la vera amicizia (anche se non sempre sa rispettarla), ma si adegua alle compagnie più diverse, sempre alla ricerca di un po’ di attenzione, di un po’ di affetto, spinta da quella voglia urgente dell’adolescenza di piacere e conquistare e con la necessità profonda e sommersa di un inconsapevole, istintivo costruirsi. Sostenuto però da una grande risorsa: la capacità di cercare negli altri il miracolo dell’accettazione nonostante tutte le proprie traballanti insicurezze, quel miracolo che, unico, potrà aiutarla a “ricucirsi”.
Un romanzo a forma di lungo monologo interiore, che alterna brani di narratività accattivante a momenti di autentico lirismo. Una prosa attenta, scrupolosa, dallo stile sintetico e pregnante e dal linguaggio intensamente evocativo: parole dense e vere per raccontare una storia che, come la protagonista, si appiccica, seduce, non molla.
Monica Viola è nata a Roma l’anno in cui nasceva il beat. Ci abita ancora, infelicemente impiegata. Questo è il suo esordio narrativo.
Si è parlato di questo libro:
Nel sito di Lucio Angelini. Leggi.
Nel quotidiano Il Giornale. Leggi.
Sul mensile NoiDonne. Leggi.
Nel sito di Antonella Beccaria. Leggi.
Nel sito di Stampa Alternativa. Leggi.
Nel blog Lettura lenta, di Luca Tassinari. Leggi.
Nella rivista Carmilla on line, articolo di Girolamo Di Michele. Leggi.
Nel sito di Robin Editore. Leggi.
Nel sito Zona a traffico limitato. Leggi.
Nel sito Mio Karma. Leggi.
Nel sito Sinestetica, di Gaja Cenciarelli. Leggi.
Nella rivista Malatempora. Leggi.
Nel sito La poesia e lo spirito, articolo di Emilia Zazza. Leggi.
In Paginatre. Leggi
